Oggi parliamo con… Gianluca Morozzi

L’ospite della chiacchierata di oggi è Gianluca Morozzi. Leggiamo come si racconta nell’intervista rilasciata ad Alessandro Noseda.

 

Racconti a noi ed ai lettori chi sei e perché leggi e scrivi?

Buongiorno a tutti. Ho 43 anni, un occhio bicolore (non come David Bowie) e il mio secondo ricordo (il primo è una ninna nanna, quindi suppongo sia un ricordo precedente) è questo: io, nella mia camera, da bambino, con un librone illustrato regalo di mio nonno steso sul pavimento davanti a me. Per cui, direi che ho iniziato a leggere abbastanza presto. La prima cosa che ho scritto è stata la parola “Biancosarti” sul vetro appannato della cucina, o almeno così dice mia nonna. Mi fido.

Comunque: leggo perché mi piace da morire. Scrivo perché non so fare altro, perché è bello scrivere, e perché il mestiere di scrittore mi consente di svegliarmi la mattina in un tardo orario a piacere.

Come è nata l’idea? Dove hai trovato spunto? Quanto prendi in prestito dalla realtà quotidiana e quanto è parto di fantasia?

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