Oggi parliamo con… Paolo Grassi

L’ospite della chiacchierata di oggi è Paolo Grassi. Leggiamo come si racconta nell’intervista rilasciata ad Alessandro Noseda.

 

Buongiorno Paolo e grazie per il tuo tempo. Ci racconti chi sei e perché leggi e scrivi?

Buongiorno a voi. Chi sono? Forse dovrei partire dal “chi ero”.

Ero una persona con un buon lavoro, che aveva tutto e di punto in bianco mi sono ritrovato a non avere nulla e questo ha fatto si mi “trasformassi” in quello che sono adesso, una persona diversa, più matura e che ha capito l’importanza di alcuni valori e di come l’amicizia non valga assolutamente nulla. Ho iniziato a scrivere da quando ero piccolo ma solo ultimamente ho deciso di pubblicare. Ho scritto molto ed ho tanta roba “nel cassetto” ma ho deciso che pubblicherò solo quello scritto in questa mia nuova vita. Trovo lo scrivere una forma di “vendetta” nei confronti di chi mi ha fatto un torto. Forse è un motivo sbagliato per scrivere ma se qualcosa di sbagliato rende un’opera buona…che ben venga.

 

Perché hai accettato di accordare un’intervista a Giallo e Cucina? È un Blog che segui?

Da buon egocentrico mi piace parlare di me e non ho remore a dire chi sono, cosa ho fatto e cosa farò. Giallo e cucina l’ho scoperto per caso ma lo seguo più per le ricette.

I tuoi romanzi, come nasce l’idea?

L’idea? Ti sembrerà strano ma non è un’idea ma ricordi. Mi ricordo di chi mi ha fatto un torto e penso a cosa vorrei farli, quanto mi piacerebbe vederli soffrire nel far perdere loro la cosa che amano di più. Nella vita reale sarebbe un reato, con la scrittura posso dare libero sfogo a tutto senza che nessuno si faccia male e vuole il caso che vengano fuori belle storie (e mi tolgo anche qualche sassolino nella scarpa)

 

Preferisci il silenzio o ami musica di sottofondo?

Quando ascolto musica mi vengono in mente le scene ma quando scrivo voglio il silenzio assoluto…ma quando scrivo in treno non disdegno ascoltare la mia playlist.

 

L’eco della vendetta è il tuo primogenito. Da dove hai tratto l’ispirazione? Quanto rubi alla realtà e quanto è frutto della tua fervida fantasia? Come delinei i personaggi? Segui una scaletta o ti fai guidare dalla storia?

L’eco della vendetta è il primo romanzo pubblicato e come dicevo prima l’ispirazione è quello che c’è stato nella mia vita; non rubo, ricordo e fantastico su quello che farei. Chi ha letto il libro non può non riconoscermi tra le righe. I personaggi sono al 90% presi dalla realtà, non cambio loro neanche i nomi, tranne nella protagonista ma per evitare una querela (Eheheheh! Si capisce che la mia compagna è avvocato?) e normalmente mi preparo una scaletta, ho finito la settimana scorsa quella del nuovo romanzo.

 

Quali sono state le maggiori difficoltà nella stesura del romanzo?

Nessuna. Non ho avuto dubbi sulla storia, non ho mai dubbi. Inizio e finisco. I problema viene dopo, la correzione. In questo libro ci sono tanti errori che solo un editor professionista avrebbe notato, errori tipici di un esordiente, che “scrive come parla” , ma spero che la storia si faccia perdonare.

 

hai altri progetti in cantiere?

Moltissimi ma da affrontare uno alla volta.

Come prima cosa il secondo volume di quella che probabilmente sarà una trilogia sulla vendetta.

Sono già alla ventesima pagina del nuovo libro, “L’orma della vendetta”, non è un seguito de “L’eco…” ma…aspettate di leggerlo e capirete tante cose.

 

Descriviti come lettore? Quali libri compri? Hai un genere preferito o spazi a seconda del momento, dello stato d’animo?

Incredibile ma vero: da quando ho iniziato a scrivere non trovo più piacere per la lettura. Ero un fan dei temi catastrofici, epidemie di zombie ma da quando mi sono dedicato a scrivere seriamente non riesco più a trovare il piacere di leggere. L’unico libro che rileggo di tanto in tanto è quello che considero la mia “Bibbia”…quello di un erto “Conte”, non certo “Dracula”, anche lui con una certa predisposizione alla vendetta.

 

E se devi regalarlo un libro come scegli?

Dalla trama e se può piacere alla persona in questione.

 

Un consiglio ad un esordiente che ha la sua storia nel cassetto e non ha trovato ancora nessun editore interessato a pubblicarla?

Io per prima cosa l’ho portato ad un editore che mi ha dato anche ottimi consigli ma mi aveva chiesto di “limare” un po’ certe scene di sesso ma come si evince nel corso dell’opera quelle scene sono fondamentali, tu che l’hai letto lo sai. Se l’esordiente ha una buona storia in mano, la faccia correggere ad un editor professionista e non commetta il mio errore e poi vada pure con il self-pubblishing.

 

Ami la carta o apprezzi anche gli eBook?

All’inizio davo per scontato che i miei romanzi sarebbero stati tutti eBook…ma quando ho visto il mio libro stampato, con quella splendida locandina che luccicava…penso che la carta abbia ed avrà ancora per molto tempo il suo fascino.

 

Oltre alla scrittura, alla lettura e alla cucina, come ami impegnare il tuo tempo?

Tolta la lettura mi rimangono le mie altre grandi passioni, il cinema, i videogames e quando posso, viaggiare.

 

come consuetudine di Giallo e Cucina, ti chiediamo di chiudere con una ricetta e una citazione! E grazie ancora del tempo che ci hai dedicato!

Certo, grazie a voi.

Vi riporto qui una ricetta di mia invenzione ( non lo so se è davvero mia ma di sicuro non l’ho copiata).

 

Tocchetti di tacchino ruspante saltati in padella con riso al curry.

Ricetta per 4 persone.

 

500gr di petto di tacchino tagliato a tocchetti ( le buone macellerie ve lo tagliano sotto i vostri occhi, potete farlo anche a casa ma dovete avere il coltello adatto)

Passate i tocchetti in uno scolapasta, sciacquatelo e lasciatelo a sgocciolare.

Nel frattempo mettete a bollire in una pentola 250gr di riso Basmati.

Prendete un wok (o una padella bella ampia ed iniziate a far scaldare olio con uno spiccio d’aglio ed una fetta di cipolla (che poi dovrete togliere).

Una volta soffritto, togliete quello che resta e mettete dentro i tocchetti ed iniziate una prima cottura, avendo cura di girarli con un cucchiaio di legno.

A questo punto iniziate ad aggiungere il curry.

Per questo non esiste una quantità, dipende da quanto vi piace il sapore e soprattutto l’odore d’oriente che si spargerà per tutta la cucina.

Ogni tanto togliete la pentola dal fuoco e scolate l’acqua che si forma.

Aggiungete ancora curry se volete.

Quando i pezzi sono quasi abbrustoliti scolate il riso e buttatelo dentro la pentola ed iniziate a girare.

Ancora curry per colorare il riso.

Alzate la fiamma e continuate a mescolare.

Quando sentite che il riso inizia ad essere croccante portate la pentola in tavola e servitevi e non scordatevi di spegnere il fuoco.

Vi consiglio una bottiglia di Greco di Tufo o di Fiano di Avellino.

 

La mia citazione? Non può che venire dal mio libro.

In un modo dove il confine tra bene e male sta diventando sempre più sottile, come facciamo a distinguere cosa è più giusto o sbagliato?”

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