Oggi parliamo con… Tiziana Silvestrin

Oggi leggiamo come si racconta Tiziana Silvestrin, Autrice de Leoni d’Europa e delle Righe nere della vendetta nell’intervista rilasciata ad Alessandro Noseda.

 

Benvenuta a Giallo&Cucina. Un caffè? Un aperitivo?

Un caffè, grazie, sono caffè-dipendente, forse non è un caso che la mia casa editrice, Scrittura&scritture, sia di Napoli.

Come di consueto, ti preghiamo di presentarti al pubblico. Chi è e perché scrive Tiziana Silvestrin ?

Sono soprattutto un’appassionata di storia, mi piace leggerla nei libri, trovarla nei palazzi antichi, nei quadri, nei musei e soprattutto scoprirla negli archivi. Anche se la polvere che si respira non è poca, la famosa polvere della storia, trovo emozionante leggere lettere scritte da Federico II Gongaza o da Giulio Romano e magari scoprire in una manoscritto inedito brandelli della vita passata che difficili da immaginare.

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L’angolo della cucina…

Giungono in redazione da parte di amici e lettori alcune proposte culinarie, quindi oggi, riposiamo un pochino gli occhi e riempiamoci la pancia! Alessandro Noseda ha recuperato una gustosa merenda per ragazzi (almeno così la spaccia lui, in realtà mi sembra un ottimo dessert anche per i più grandi) e un delicatissimo Carpaccio di tonno.

Ringraziamo Mic e Dolcepentolina per le ricette e a voi tutti, Buon Appetito!!

 

Salame al cioccolato per i piccoli fan di Giallo&Cucina di Mic

Ingredienti :

300 gr biscotti secchi|80 gr burro sciolto a temperatura ambiente|1 uovo|3 cucchiai di zucchero|3 cucchiai di cacao amaro in polvere|1tazzina di caffè ristretto.

Procedimento :

Sbattere bene l’uovo con lo zucchero|aggiungere il burro sciolto a temperatura ambiente, il cacao e sbattere bene insieme al caffè (decaffeinato)|Un po’ alla volta, aggiungere i biscotti sbriciolati|dare forma al salame con la carta forno, chiuderlo bene in alluminio e metterlo in frigo|Il consiglio è di prepararlo il giorno prima dell’uso, si compatta bene.

 

Carpaccio di tonno di Dolcepentolina

Comprare il carpaccio di tonno molto sottile.

A parte preparare un condimento di vinagrette con un’arancia tarocco molto dolce 2 cucchiai di olio d’oliva e un cucchiaino da caffè di pepe rosa in grani.Lasciare il pepe per un’oretta nel succo d’arancia per farlo insaporire.

Comporre il carpaccio con le fette di tonno il condimento e poca sale.

Guarnire con i capperi di Pantelleria e le fettine sottili di arancio e ciuffi di rucola fresca.

Se preferite mangiare il carpaccio con grissini al sesamo tostato e buon appetito.

Oggi parliamo con… Laura Caputo

Il buon Alessandro Noseda è scatenato e con la scusa di intervistare gli autori, rimedia pranzi notevoli… L’ospite di oggi è Laura Caputo. Leggiamo cosa ci racconta!

 

Accomodati, Luca, siediti qui, al tavolo della cucina.
Ho intenzione di offrirti un caffé davvero napoletano. Perché devi sapere che, appena sono arrivata in Campania, la mia prima convinzione – ossia che le marche comunemente vendute al supermercato fossero degne del nome di caffè – ha cominciato a vacillare. Il caffè, gli inteditori veri (e danarosi, devo precisare) a Napoli lo comprano al Gambrinus, scegliendo, secondo il proprio gusto, l’origine del grano e la tostatura. Potrei tenerti una conferenza sull’argomento. No? Vabbé, la prossima volta.

Parlami di te, invece.

 

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Scrivere il giallo e il nero – Laura Grimaldi

Quarta di Copertina

Cos’hanno in comune il giallo e il noir? Cosa li distingue? Il delitto, l’assassino, il movente, l’investigatore sono ingredienti comuni ma la scelta di concentrarsi sull’enigma piuttosto che sull’emergere del lato oscuro,’della pulsione omicida, traccia ima sottile ma fondamentale linea di demarcazione. Da questa dipende la diversa caratterizzazione dei personaggi, delle atmosfere, degli ambienti fino a delineare universi narrativi completamente diversi. Laura Grimaldi, giallista ed ex direttrice della celebre collana Giallo Mondadori, indaga sui due generi più popolari della letteratura e del cinema mixando la propria originale esperienza di appassionata studiosa, di editor e di scrittrice per offrirci questo “quasi manuale”. Pieno di consigli e di utili informazioni tecniche, scritto con rigore espositivo e divertita ironia, nella convinzione che se “il talento non si insegna né lo si impara”, il libro fornisce, al lettore una conoscenza appropriata di questa particolare forma letteraria e può suggerire preziose tracce da seguire a tutti gli appassionati e agli aspiranti scrittori.

 

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Oggi parliamo con… Doriana e Mirco Levorin

Incontriamo a Casalserugo (Padova) Doriana e Mirco, autori de “La mia vita in due tempi”, recentemente recensito per Giallo e Cucina.

Conosciamoli meglio nell’intervita rilasciata ad Alessandro Noseda

 

Iniziamo con le presentazioni. Raccontateci chi siete e perché leggete e scrivete.

D.: Sono Doriana, ho 42 anni e lavoro in una Pubblica Amministrazione.
Leggere mi permette di essere la Doriana che voglio, di volare in luoghi a me sconosciuti e di vivere in quei tempi trascorsi che tanto amo. Di volta in volta mi ritrovo catapultata nel medioevo come un personaggio dei romanzi di Ken Follet, oppure nella brughiera in compagnia di Heathcliff, o in Iran quando ancora c’era lo scia, ma anche con Komeini, in Pakistan e in Afganistan durante l’occupazione comunista o a Kabul stando attenta a celarmi ai talebani. Sono anche il Coroner Kay Scarpetta e l’investigatrice Amelia Sachs, ma anche Becky malata di shopping….
M.: Mi chiamo Mirco Levorin sono nato e cresciuto a Casalserugo (PD), detta Las Vegas, ho 38 anni e a 21 anni ho avuto un incidente automobilistico che mi ha reso tetraplegico con possibilità di muovere solo il collo.
Perché scrivo? Bella domanda e mi metti già in difficoltà. Un giorno Doriana mi dice: “Scrivi un libro sulla tua vita”. Ed io: “non so scrivere e al massimo faccio una mail di quindici parole!”
Lei mi rispose: “Puoi essere di conforto o di aiuto per le persone che si sono trovate nelle tue stesse condizioni e poi ti aiuto a farlo io”
Dopo aver riso entrambi da matti le risposi: “ok proviamo. Può essere fattibile se mi aiuti. In quanto per me l’italiano e lo scrivere erano novità”.
Leggere mi piace, purtroppo non lo faccio spesso. Resto molte ore davanti al pc, per varie situazioni e alla sera quando avrei tempo e voglia, ho gli occhi che mi bruciano e alla fine rinuncio.

 

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La mano – Henning Mankell

Trama

Kurt Wallander, leggendario commissario della polizia di Ystad, potrebbe finalmente realizzare uno dei suoi vecchi sogni e trasferirsi in una casa di campagna, fuori città. Un giro di ricognizione del giardino lo porta però a fare una macabra scoperta: dal terreno spunta lo scheletro di una mano umana. A chi apparteneva? Da quanto tempo quel corpo è sepolto in quel giardino? Nei poderi lì intorno, non c’è nessuno in grado di fornire una spiegazione. E passato troppo tempo, e nessuno ricorda più. Proprio mentre immaginava per sé un nuovo inizio, una vita nella natura, con un cane, e magari anche una donna al suo fianco, Wallander viene coinvolto in un caso che lo mette ancora una volta di fronte alle proprie incertezze. E i contrasti con Linda, la figlia che ha deciso di entrare in polizia ed è tornata a vivere con lui, non semplificano certo le indagini. Non resta che scavare indietro nel tempo per cercare di ricostruire la storia di una morte oscura e riportare alla luce un dramma in cui, come sempre accade, tra il bene e il male il confine sfuma, rendendo difficile stabilire dove abbia inizio la colpa e dove finisca l’innocenza.

 

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Oggi parliamo con… Maria Cristina Petrucci

A margine del reading del suo romanzo “Felicità Nuda”, incontriamo Maria Cristina Petrucci, giovane scrittrice emiliana, alla quarta ristampa in otto mesi.
Un vero caso letterario! Leggiamo come si racconta nell’intervista rilasciata ad Alessandro Noseda

 

Iniziamo con un breve estratto:

‘Virginia Corbelli capì che doveva pretendere per sé di trovare qualcuno con cui condividere la vita, che non le facesse perdere altro tempo, “L’amore di mamma è come la marmellata di ciliegie, ma l’amore di un uomo, come deve essere?”
Capì che negli anni aveva scelto persone che non erano giuste per lei. Che aveva scelto sempre la stessa persona. Con nomi diversi, facce, esigenze, vite diverse; ma la stessa persona. Una persona ferita. Diffidente. Dolorante. Una persona che necessitasse di cure. Che fosse rimasta indietro ad aggiustare le ammaccature.

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Vuoi star zitta, per favore? – Raymond Carver

Trama

 

Dopo anni di duro apprendistato, nel 1976 Carver arriva alla pubblicazione, e viene subito riconosciuto come un grande maestro della forma breve. Drammi quotidiani, inferni domestici, angoli dimenticati di un’America alla deriva: le storie di Carver sprigionano un senso di tensione e di minaccia e raccontano la precarietà economica e degli affetti con una forza lacerante. “Un senso pesante di spavento aleggia in queste storie: gente che se la sta passando male; uomini che bevono troppo; mariti che fanno a botte con le mogli e mogli che lasciano i mariti. C’è morte, rovina, abbandono, gente sgradevole che si presenta alla porta di casa con ogni sorta di notizie sgradevoli. La vita è una cosa seria, in questi racconti. E qui non c’è altro che vita” (R. Ford). La raccolta comprende storie come “Grasso, Vicini, Creditori” e “Nessuno diceva niente”, oltre al racconto che da il titolo al libro e che fu messo in scena da Altman in “Short Cuts”.

 

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Oggi parliamo con… Pierluigi Porazzi

L’ospite di oggi è Pierluigi Porazzi, autore de L’ombra del falco e recentemente del secondo, Nemmeno il tempo di sognare.

Andiamo a leggere cosa ci racconta nell’inbtervista rilasciata ad Alessandro Noseda.

 

Ci accoglie nella sua casa di Tarcento (in provincia di Udine) Pierluigi Porazzi.
Buongiorno Pierluigi e grazie per il tempo che ci dedichi! Racconti a noi ed ai lettori chi sei e perché leggi e scrivi?

Buongiorno e grazie a voi. Per presentarmi, posso dire che ho sempre amato la letteratura e l’arte. Dopo varie incursioni in settori come il cinema o il fumetto, mi sono dedicato alla scrittura. Ho iniziato a scrivere da adolescente, prima racconti brevi (che sono stati pubblicati su varie riviste letterarie) e in seguito mi sono cimentato nel romanzo (“L’ombra del falco”). Sono sempre stato un lettore “forte”. Leggere, per me, è come entrare in mondi diversi, alternativi, ed è estremamente arricchente.
Scrivere invece è esaltante nella creazione di un universo narrativo, ma è anche dolore e fatica.

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