Oggi parliamo con… Chantal ed Eliana Corrado

A Napoli, davanti allo stupendo panorama di Castel dell’Ovo, siamo a tavola con Chantal ed Eliana Corrado menti ed anime della Casa Editrice Scrittura & Scritture. Sotto al naso un profumatissimo piatto di spaghetti allo scammaro  ed una bottiglia di Lacrima di Orazio nel suo cestello ghiacciato. Buona lettura!

 

Intervista a cura di Alessandro Noseda

 

Benvenute a Giallo e Cucina e grazie per il tempo che ci dedicate!

Grazie a voi è un piacere.

Iniziamo con le presentazioni. Raccontateci chi siete e perché fate l’Editore.

Due appassionate del mondo editoriale a tutto tondo del quale, dopo studi universitari, master, stage e chi più ne ha più ne metta, in questo meraviglioso mondo, abbiamo deciso, forse con un pizzico di incoscienza e di follia ma con tanta tanta passione, di mettere su una casa editrice. Lo facciamo perché pensiamo, senza presunzione alcuna, che è ancora possibile ricavarsi un posto nel grande, affascinante seppur difficile mondo dell’editoria e perché oramai sappiamo che non vorremmo fare nient’altro che l’editore.

Quando e come è nata la passione per la lettura? E l’idea di pubblicare? Scrivete anche?

Leggere per noi è stato sempre un piacere, e continuiamo a pensare al libro e alla lettura come a un piacere. Non certo come un dovere. Pubblicare cose scritte da noi? No, mai, troppo matte a fare le editrici per diventare pure scrittrici…

Che ci dite della Vostra scuderia di autori. Che rapporto avete con loro?

Ti rispondiamo con quello che Giulio Einaudi diceva del suo rapporto con gli autori “L’editore si fa soprattutto col cuore e con l’intuito di quanto vuole l’autore, ma deve essere tanta e tale la stima che ogni autore deve avere per l’editore da mettere questi al disopra di tutti”. Con questa filosofia formiamo la nostra scuderia. Stima, fiducia e collaborazione reciproca, tenendo sempre presente che editore e autore guardano nella stessa direzione e hanno un unico scopo da raggiungere: il bene e il meglio del libro.

Come selezionate un testo?

I parametri sono talmente tanti che sarebbero lungo elencarli tutti, di certo parte tutto dalla scrittura, dalla storia, dall’intreccio, dai personaggi, poi si passa a valutare l’ inserimento nelle nostre collane, la possibilità che un testo, e il suo autore, ci offre di arricchire e variare il nostro catalogo, la “spendibilità commerciale”…insomma tanti, ma proprio tante sono le valutazioni che si fanno prima di un sì…o di un no.

Come fate a sapere cosa andrà, piacerà al pubblico e venderà?

Per avere risposte certe ci vorrebbe Mago Merlino. Scherzi a parte, di sicuro osservando il mercato, tenendo conto dei gusti dei lettori, parlando con librai e distributori, con la consapevolezza che niente è certo, c’è sempre un rischio notevole, nessuno sa cosa avrà successo e cosa no.

Qual è la Vostra “mission” aziendale?

Siamo ambiziose,  vogliamo crescere, fare sempre più passi avanti, conquistare ogni volta, con ogni libro, un numero sempre maggior di lettori, e recensori… perciò impegno, sacrificio e dedizione.

Quali sono le  maggiori difficoltà dalla prima bozza al libro finito?

Le difficoltà maggiori sono quelle nel lavoro di editing che si fa con l’autore, compenetrarsi nel suo stile (e ogni autore ha il proprio) e nel messaggio che lui ha deciso di comunicare col suo testo, quindi usare tatto, discrezione, sensibilità. E’ un lavoro difficile, cui si aggiunge l’ulteriore difficoltà di far “capire” all’autore che tagli, limature e cambi sono necessari e fatti solo nell’interesse del testo, al fine di rendere migliore ciò che l’autore ha già fatto di buono. Ma tali difficoltà si superano se c’è da entrambe le parti l’impegno, il lavoro e la comprensione reciproca, e soprattutto il rispetto reciproco. Poi , ideare e progettare una copertina giusta non è sempre facile.

Cosa pensate degli eBook?

Per quanto riguarda la narrativa e la varia, L’ebook è ormai una realtà di cui tener conto, e con cui dover fare i conti e per la quale bisogna adeguarsi e aggiornarsi continuamente, seppur ancor non ben definita nella sua “portata commerciale” (dopo il primo boom dell’anno scorso e dei primi sei mesi di questo mesi, le vendite di libri elettronici hanno registrato un “fermo”) e che non ha ancora sua adeguata regolamentazione (pensiamo al regime IVA che per il cartaceo è al 4%, mentre per l’ebook è al 22%, un discrimine di cui, sinceramente, non se ne capisce il perché, né il senso. Di certo, secondo noi, non porterà a un aumento del numero dei lettori, né, sempre secondo noi, soppianterà il cartaceo, almeno per quanto riguarda la narrativa e la varia, piuttosto va interpretato come un’alternativa ad esso. Diverso il discorso per la scolastica o la saggistica, campo in cui, sì, si potrebbe assistere a un capovolgimento. Di sicuro bisogna abituarsi all’idea, così come ci siamo abituati a i tanti cambiamenti tecnologici.

Un buon consiglio a chi ha la sua storia nel cassetto e non ha ancora trovato chi gliela pubblichi?

Continuare a cercare senza intestardirsi, se sono troppi i rifiuti, forse quella storia non è quella giusta o forse quella storia deve ancora rimanere nel cassetto.

Cosa pensate delle fiere? Vi piace incontrare il Vostro pubblico? Ci sono domande che Vi mettono in difficoltà ed altre che nessuno Vi ha mai posto?

Le fiere sono una buona occasione per incontrare i propri potenziali lettori un rapporto che l’editore ha il dovere di coltivare e rispettare, non ci sono state domande che ci hanno messo in difficoltà forse  solo imbarazzanti perché troppo private.

Cosa vorreste dire ai grandi editori?

Di pubblicare di meno

E agli autori affermati?

Di non dimenticare mai da dove sono partiti perché prima di diventare grandi sono stati esordienti anche loro.

Che tipo di lettrici siete quando non selezionate manoscritti?

Come tutti gli altri lettori con i propri gusti che variano anche a seconda dell’umore, non sempre però ci riesce di svestirci dei panni dell’editore/editor ed essere delle semplici lettrici che si gustano la lettura di un libro.

In cucina come ve la cavate? Lasciateci con una ricetta e una citazione.

Citazione: “Se stai attraversando l’inferno, non fermarti: continua ad andare”. (Winston Churchill). In cucina ce la caviamo bene, la ricetta che vi lasciamo è :

Crostata crema e amarene di casa Corrado
Preparate la pasta frolla impastando 350 g. di farina, 100 g. di zucchero, 150 g. di burro freddo a pezzetti e un uovo (è più facile di ciò che si pensa). Avvolgete l’impasto nella pellicola e fate riposare in frigorifero per  30 minuti. Nel mentre, preparate la crema per la quale vi lasciamo la ricetta di casa nostra, una crema più leggera di quella pasticcera, per la quantità di uova utilizzate, ma che a questa non ha nulla da invidiare: sbattete in una ciotola due tuorli d’uovo con 130 g. di zucchero fino a far diventare il composto molto chiaro, soffice e spumoso, a questo punto incorporate 40 g. di amido di mais (o Maizena) setacciato. Versate sopra al composto 500 ml. di latte che nel frattempo avrete fatto scaldare (che sia molto caldo ma non bollente) con un baccello di vaniglia (che va poi eliminato prima di unirlo al composto di uova). Trasferite il tutto in una pentola e portate su fuoco dolce, mescolando con una frusta fino ad addensatura.
Prendete la pastafrolla dal frigo, tenetene da parte un pezzo, e  tirate il resto con un mattarello cercando di darle una forma rotonda; adagiatela nella tortiera. Spennellate leggermente con un velo di marmellata di amarene (o ciliegie), adagiatevi sopra dei savoiardi, versate la crema ancora leggermente tiepida, e completate con delle amarene sciroppate ben sgocciolate.
Tirate in una sfoglia non molto sottile la pastafrolla tenuta da parte e ritagliate delle strisce larghe non più di 1 – 1,5 cm e posizionatele sulla crostata a formare una griglia.
Infornate in forno già caldo a 180° per circa 45 minuti…ma se ci date un occhio di tanto in tanto è meglio!
Sfornate, fate raffreddare completamente, sformate la torta, spolverizzate con dello zucchero a velo, se vi piace e… buon dessert!

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