Oggi parliamo con… Gabriele Santoni

L’ospite di oggi è Gabriele Santoni, Autore del romanzo Aut Aut di cui troverete prossimamente anche la recensione sul blog.

Ha vinto il contest di quest’estate organizzato dalla Rizzoli e quindi sarà “liberamete costretto” a regalarci un giallo! Un assaggio delle sue capacità lo trovate nell’ebook intintolato Karima (questo già recensito sul blog).

Ulteriori info nel suo blog :

http://gabrielesantoni.blogspot.it/

Intervista a Gabriele Santoni a cura di Elio Freda

Benvenuto a Giallo&Cucina. Un caffè? Un aperitivo?

Un aperitivo va benissimo. Uno Spritz, grazie.

Come di consueto, ti preghiamo di presentarti al pubblico. Chi è e perché scrive Gabriele Santoni?

Gabriele Santoni è innanzitutto un assistente di Volo prestato alla scrittura. Non sogna di vivere di libri ma solo di continuare a scrivere per hobby. Per nulla al mondo lascerei il mio lavoro per il quale ho sudato e combattuto dieci anni di precariato. Scrivo per sopravvivere, tutto il tempo che trascorro leggendo o scrivendo è tempo sottratto all’iphone e ad altri futili oggetti.

Quando e come ha avuto origine la tua passione per la lettura? Qual è il tuo rapporto con la cucina?

Leggo da sempre, che io ricordi. Non ho mai letto fumetti. Mi ricordo che il primo romanzo che ho letto per scelta e in piena autonomia è stato Cuore di Cane. Ora che mi ci fai pensare, vorrei rileggerlo. Il mio rapporto con la cucina è ottimo quando sono ad almeno due metri dai fornelli.

“Aut Aut”. Com’è nata l’idea?

Aut Aut è nato una sera in un bar con i miei amici. Uno dei due raccontava all’altro della possibilità di lavorare come venditori di energie rinnovabili. Mi è sembrato un argomento “moderno” da utilizzare per parlare invece di problemi annosi e che mi stavano particolarmente a cuore, come il mercato del lavoro e il precariato.

Ti sei ispirato a qualche persona reale per la caratterizzazione del tuo protagonista o è solo un parto della tua fantasia?

In Aut Aut i personaggi sono quasi tutti miei coetanei e non è stato difficile caratterizzarli guardandomi intorno. Ci sono tutte le persone che ho incontrati in questi anni difficili di incertezza, li ho distillati e concentrati nel romanzo.

La storia si svolge essenzialmente a Roma. Quale il tuo legame con questa città? Ne hai una conoscenza diretta o hai dovuto documentarti diversamente per rendere tanto credibile l’ambientazione?

Io vengo da Velletri, dalla Provincia. Roma è sempre stata lì, troppo vicina per ignorarla e troppo lontana per sentirla veramente mia. Forse con Aut Aut ho trovato un punto di equilibrio, ho voluto fargli capire che so che c’è ma che la dimensione della provincia mi garantisce una libertà diversa.

Quali sono state le maggiori difficoltà incontrate nella stesura del romanzo?

Innanzitutto il tempo che l’editore mi ha messo a disposizione, poco e di bassa qualità visto che io scrivo lavorando. E poi era la prima volta che abbandonavo il racconto per una narrazione lunga, quindi mantenere il ritmo e la coerenza è stato per me un esercizio abbastanza impegnativo. Per fortuna esistono gli editor.

A chi e perché consiglieresti la lettura del tuo libro?

Contrariamente a quanto è stato scritto più volte, il mio romanzo non si rivolge ai miei coetanei. loro sanno come stanno le cose. Piuttosto alle generazioni precedenti che sono forse i veri colpevoli del nostro stato sociale e che hanno permesso che si arrivasse a questo punto.

Cosa puoi raccontarci a proposito della tua esperienza editoriale?

Io mi sono ritrovato catapultato in questo mondo senza volerlo. Ho scritto un racconto, poi un altro e un altro ancora. Ho vinto dei concorsi, sono stato contattato da un editore che mi ha proposto un contratto per la pubblicazione di un romanzo. Sono stato molto fortunato poiché di solito si fa il percorso inverso, cioè si scrive prima e si certa che ti pubblichi poi. Da quel momento mi sono ritrovato in questo mondo fatti di altri scrittori, editori, idee e tanti fogli bianchi da riempire.

Che tipo di lettore sei? Ci sono degli autori ai quali ti ispiri o che rappresentano per te un modello di riferimento?

Sono un lettore molto curioso, non ho un genere al quale sono più affezionato di altri. Leggo molto, specialmente in aereo durante i momenti morti. Sono molti gli autori che stimo, se devo sceglierne uno sono costretto a citare Antonio Pennacchi per due motivi: primo facciamo parte della stessa associazione che è l’Anonima Scrittori di Latina, secondo perchè ha scritto Canale Mussolini che è il più bel romanzo degli ultimi venti anni. ma siccome so che a voi piacciono i gialli, farò anche il nome di un autore del quale ho letto veramente tutto, Giorgio Scerbanenco.

Hai altri progetti letterari in cantiere?

Sto scrivendo un nuovo romanzo che uscirà per Rizzoli il prossimo anno. E’ il frutto di un contest organizzato da Rizzoli in collaborazione con il Corriere della Sera,You Crime, che ha avuto luogo questa estate a che mi ha visto vincitore.

A tua scelta: lasciaci con una citazione o con una ricetta!

Solo l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità. (Martha Medeiros).

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