L’uccello del malaugurio – Camilla Läckberg

Più riguardo a L'uccello del malaugurioTrama : Fjällbacka sta per lasciarsi alle spalle un altro dei suoi lunghi inverni silenziosi, e nella Giunta cittadina c’è chi è ansioso di attirare l’attenzione sul piccolo centro della costa. Quale occasione migliore di un reality show, con telecamere piazzate dovunque a riprendere luoghi e persone che entreranno nelle case di decine di migliaia di telespettatori? La proposta è approvata, i riflettori puntati, ma l’arrivo del cast crea non poco scompiglio, tanto più che il produttore, consapevole che gli scandali aumentano l’audience, si diverte ad alimentare le tensioni tra i concorrenti. Ma il trambusto mediatico rischia di assorbire anche le risorse della polizia, e il vicecommissario Patrik Hedström, già distratto dai preparativi per il suo matrimonio con Erica, è in affanno: le indagini su una donna morta in circostanze sospette vanno a rilento. Cercando faticosamente di mettere insieme i pezzi di un caso dai mille colpi di scena, tra minacce, segreti e sterili menzogne, Patrik trova un diario e vecchi ritagli di giornale che potrebbero contenere indizi preziosi. E anche un collegamento con un caso molto simile avvenuto solo qualche anno prima. Non gli resta che insistere, per arrivare ad aprire una breccia nel muro di silenzio che la piccola comunità di Fjällbacka erge a difesa della propria immagine, che vuole conservare irreprensibile.

Recensione : Quarto capitolo della serie…. Succede anche ai migliori…. Appena l’ho chiuso ho pensato : “Mamma mia che brutto!”. Ho chiamato mia madre (che è un episodio avanti) la quale ha confermato in pieno le mie perplessità. Dopo questa divagazione familiare, scrivo sempre più convinto che questo è senza dubbio, a parer mio, il peggior episodio di questa serie.

Punto primo : è’ un libro che non ha nessuna caratteristica del giallo. Io non sono uno di quelli che approccia al romanzo con la voglia di anticipare i tempi, di scoprire prima del dovuto (o meglio del voluto dallo scrittore) il colpevole per esclamare “l’avevo capito subito”, anche perchè ci sono autori chhe non fanno nulla per celare il colpevole. Preferisco leggere delle vicende, delle indagini, delle intuizioni e vedere se tutto regge fino alla fine, se è credibile o verosimile. In questo caso, così per come è costruito, aver intuito da subito l’evoluzione del libro, brucia tutto il resto, eliminandoelementi chiave quali tensione, suspence e colpo di scena finale. Non vado oltre per non rovinare la lettura del libro a chi non lo ha già fatto ma, per capire cosa intendo, se vi capita di fare un salto sul sito ufficiale dell’Autrice e di leggere  nella sua scuola di scrittura di un libro giallo il capitolo dei depistaggi da offrire al lettore, a lettura ultimata fate un passo indietro e vi renderete conto che nell ‘”Uccello del malaugurio” non ve ne è traccia. Si tratta piuttosto di una indagine piatta, scontata e con un’unica possibile evoluzione.

Punto secondo : in questo episodio il coinvolgimento emotivo dell’Autrice mi sembra totalmente assente. Questo riduce questo romanzo a un mero esercizio di scrittura (in cui la Lackberg rimane per me una delle migliori in circolazione) e poco più.Per gli amanti delle serie, si ha qualche informazione in più sulla vita privata dei protagonisti, in modo di essere preparati per il prossimo capitolo, altrimenti questo romanzo potrebbe granquillamente essere evitato.

Un passo falso capita a tutti, mi auguro solo che il titolo non costituisca un triste presagio per una serie che ha appassionato milioni di lettori al mondo. Vedremo il prossimo!

Votazione : 2/5

Dettagli :

  • Brossura: 460 pagine
  • Editore: Marsilio (8 maggio 2013)
  • Collana: Vintage
  • Lingua: Italiano
  • ISBN-10: 8831715917
  • ISBN-13: 978-8831715911
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2 thoughts on “L’uccello del malaugurio – Camilla Läckberg

  1. Concordo con te, sicuramente il peggiore della serie, scontato,banale mai sopra le righe.Dilusione forte questa volta per Camilla! Speriamo nel prossimo….

  2. anche io sono un’amante dei gialli. Questo penultimo lavoro di Camilla mi ha lasciato molto perplesso, come giallo decisamente inconsistente. Pure la parte relativa alla sorella, meritava ben altro approccio. Da depressa, abulica e distrutta va a farsi 4 passi e torna bella e arzilla. Ci sono rimasto male. Le do un’altra specialità, se no la mollo come ho fatto con Markell un paio d’anni fa e Cooper dopo il secondo che ho trovato tremendo.

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